Stu Ungar: una mente geniale che diventò leggenda

Stu Ungar, detto anche detto Stuey the Kid, è considerato il giocatore più forte di sempre da tutti gli appassionati di poker e blackjack. Nato a New York, l’8 settembre 1953 è poi mancato a Las Vegas, 22 novembre del 1998. Una mente geniale, decisamente fuori dagli schemi. Sempre alla ricerca di nuove partite da giocare, di nuovi brividi da provare. Nonostante la sua indiscussa abilità Ungar si ritrovò per gran parte della sua vita sull’orlo della bancarotta, soprattutto a causa della cocaina e delle scommesse sui cavalli.
Genio e sregolatezza riassunti in un unico personaggio in grado, suo malgrado, di far sognare grazie ad una vita romanzata e sempre in bilico tra vittoria e autodistruzione.
Le sue abilità principali? Essere spietato nel gioco nonostante un aspetto quasi fanciullesco in grado di ingannare anche i giocatori più esperti e saper contare le carte al blackjack.
Saper contare le carte per vincere al Blackjack
Ungar affermava con orgoglio di riuscire a contare tutte le carte presenti in un sabot di blackjack (notoriamente formato da sei mazzi di carte). Era l’anno 1977 quando il proprietario di un Casinò del Nevada di nome Bob Stuoack lo sfidò con una scommessa.
In palio mise 100.000 dollari che sarebbero diventati di Ungar se sono fosse riuscito a contare tutte le carte di un sabot di sei mazzi indovinando le ultime tre carte. Come ogni King che si rispetti, Ungar riuscì nell’impresa e vinse i 100.000 dollari in palio.
Questo fu solo uno dei tanti episodi che gli permise di diventare non solo un grande giocatore, ma una leggenda del poker.
Una memoria incredibile che gli permise di contare le carte
I numerosi successi ottenuti da Stu Ungar nel corso della sua inarrestabile carriera furono attribuiti principalmente alla sua straordinaria capacità di contare e memorizzare le carte. Non a caso venne bannato da quasi tutti i casinò in cui si recava per giocare a blackjack.
Fu lui stesso a raccontare il metodo che utilizzava per contare le carte. In pratica, attenzione perché sembra semplice ma non lo è affatto, Ungar assegnava un numero ad ogni carta basandosi sul loro seme e numero. Man mano che le carte uscivano, Stu ne faceva la somma. Arrivato all’ultima carta, per sapere quale fosse, doveva solamente sottrarre la somma totalizzata fino a quel punto dal valore totale di un mazzo intero.
L’avevo detto che era solo apparentemente semplice! Ma non è forse insita nei geni la capacità di far sembrare semplice anche ciò che ai comuni portali pare impossibile?
Stu Ungar: carriera e riconoscimenti
Stu Ungar divenne famoso per le sue grandi vittorie, troppo spesso seguite da momenti di buio personale. In un torneo di Las Vegas riuscì a vincere 50.000 dollari. In quell’occasione i suoi avversari arrivarono addirittura a non volersi più sedere al tavolo da gioco con lui!
Poco dopo scoprì la sua grande passione per il Blackjack e, in una serata al Cesar Palace, arrivò a vincere addirittura 83.000 dollari e venne fermato dal manager di sala. Nel 1980 partecipa alle prime WSOP vincendo il Main Event. Era davvero inarrestabile e, non a caso, fu l’unico giocatore ad aver vinto per tre volte il “Main Event”
Nel 1990 partecipò nuovamente al WSOP divenendo chipleader nei primi 2 giorni di sfide. Non si presentò però il terzo giorno arrivando così a classificarsi solamente al nono posto. Cosa riuscì a fermarlo? La sua più grande debolezza: la droga. Venne infatti ritrovato privo di sensi nella sua stanza d’albergo.
Nel 2001 è stato inserito nella Poker Hall of Fame.
Stu Ungar e il blackjack
Nella sua lunga carriera Stu Ungar seppe farsi apprezzare soprattutto per le sua magie al Poker, ma forse non tutti sanno che fu anche un grandissimo giocatore di Blackjack. La sua proverbiale capacità di contare le carte gli permise infatti di vincere con grande facilità.
Una capacità che, però, gli portò parecchi guai. Era il 1982 quando venne accusato di barare. Un casinò di Atlantic City sostenne che Ungar collocasse senza farsi notare fiches aggiuntive sulle sue giocate vincenti in modo da assicurarsi una vincita più consistente. Fu addirittura condannato dalla Commissione del Gioco d’Azzardo a pagare una multa di 500 dollari. Per quanto la cifra fosse esigua, implicava comunque un’ammissione di colpa che Stu non era disposto a concedere.
Decise così di far causa portando la faccenda in tribunale. Riuscì anche a vincere ma, nonostante questo, Ungar venne impossibilitato a giocare a blackjack su tutto il territorio degli Stati Uniti D’America. Senza contare poi che fu costretto comunque a sborsare 50.000 dollari per sostenere le spese di viaggio e per coprire le spese legali!
La vita di Ungar fu davvero come un giro sulle montagne russe: costellata di grandi successi e profondi momenti di crisi personali che lo portarono a morire in una camera d’albergo a causa dei numerosi danni fisici portati dall’uso di droghe.
Lascia però un’eredità da giocatore che difficilmente potrà essere eguagliata. Genio, una passione così forte da sfociare in ossessione e una capacità decisamente fuori dal comune.
Ci sono casi in un anche un piccolo uomo può diventare una grande leggenda.